Le malattie parodontali si sviluppano in modo insidioso. Molte persone si accorgono tardi che il parodonto – costituito da gengiva, cemento radicolare, legamento parodontale e osso alveolare – si è indebolito. Eppure esistono segnali d’allarme precoci che tutti dovrebbero conoscere.
1. Gengive che sanguinano durante lo spazzolamento
Il segnale d’allarme più frequente e più ignorato. Una gengiva sana non sanguina, nemmeno con uno spazzolamento accurato o con l’uso del filo interdentale. Un sanguinamento gengivale ricorrente indica una gengivite, un’infiammazione della gengiva considerata lo stadio che precede la parodontite.
Che cosa può fare: non smetta di lavarsi i denti! Una pulizia delicata ma costante riduce la carica batterica. Se il sanguinamento non diminuisce dopo due settimane, è opportuna una visita odontoiatrica.
2. Gengiva che si ritira
Se i denti appaiono otticamente «più lunghi» oppure i colletti dentali restano scoperti, la gengiva si sta ritirando (recessione gengivale). Ciò può derivare da uno spazzolamento troppo aggressivo, ma è spesso un segno di un iniziale riassorbimento osseo nella zona mascellare.
Che cosa può fare: passare a uno spazzolino con setole morbide e rivedere la tecnica di spazzolamento. La vitamina D e la vitamina K contribuiscono al mantenimento di ossa normali.
3. Sensibilità ai cibi caldi o freddi
Colletti dentali scoperti significano che la dentina non è più interamente coperta dalla gengiva. La dentina contiene sottili canalicoli (tubuli) che trasmettono gli stimoli direttamente al nervo del dente. La conseguenza: una sensibilità pungente ai cambiamenti di temperatura.
Che cosa può fare: un dentifricio desensibilizzante può aiutare nel breve periodo. Nel lungo periodo è importante trattare la causa (la recessione gengivale) e stabilizzare la flora orale.
4. Alitosi che non scompare
Un’alitosi persistente che non diminuisce nemmeno dopo lo spazzolamento e il collutorio può indicare tasche parodontali profonde. In queste tasche si accumulano batteri anaerobi che producono composti solforati.
Che cosa può fare: la pulizia della lingua e l’igiene interdentale possono essere d’aiuto. Se l’alitosi persiste, è opportuno eseguire un esame parodontale. I postbiotici come il KT-11® sterilizzato con il calore (Lactobacillus crispatus) vengono studiati in relazione al microbioma orale.
5. Denti mobili o posizione del morso alterata
Se i denti risultano mobili oppure la posizione del morso cambia (ad es. compaiono spazi tra gli incisivi), il riassorbimento osseo è già avanzato. In questo stadio il parodonto ha perso notevolmente stabilità.
Che cosa può fare: si rivolga subito all’odontoiatra. In questo stadio un trattamento professionale è indispensabile. In via complementare, la vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei denti e delle gengive, la vitamina D e la vitamina K al mantenimento di ossa normali, la vitamina D inoltre al mantenimento di denti normali e lo zinco alla normale funzione delle ossa.
La prevenzione è la chiave
La buona notizia: nelle fasi precoci le malattie parodontali sono reversibili. Una gengivite può guarire completamente con un trattamento costante. Anche in caso di parodontite avanzata, in molti casi l’ulteriore riassorbimento osseo può essere arrestato.
Una prevenzione efficace comprende:
- Igiene orale quotidiana con dentifricio al fluoro e pulizia interdentale
- Profilassi periodica dall’odontoiatra (almeno ogni sei mesi)
- Alimentazione equilibrata con un apporto sufficiente di vitamine e minerali
- Integrazione di micronutrienti in caso di carenza accertata o di fabbisogno aumentato
- Non fumare, poiché il fumo è il più forte fattore di rischio modificabile per la parodontite
Conclusione
I cinque segnali indicati non sono inezie: sono avvertimenti dell’organismo. Chi li riconosce per tempo e li fa valutare dall’odontoiatra protegge al meglio denti e gengive. Un approccio globale che combina igiene orale, assistenza professionale e un buon apporto di nutrienti è la base migliore.
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